Contatti | Crediti | RSS | SiteMap | Cerca |
  Home > La Banca Dati > Manoscritti medioevali > Schede

Novità in Banca dati


Entra nella
nostra community





Data aggiornamento08/06/2005
Segantura e partiSorengo, Fondation B.I.N.G. - Bibliotheque Internationale de Gastronomie -, ms. Inv. 1339
Scheda storia e scheda catalograficaSORENGO, FONDATION B.I.N.G. - BIBLIOTHEQUE INTERNATIONALE DE GASTRONOMIE - , MS. INV. 1339

SCHEDA STORICA
A) cc. 1r - 15v
Cosiddetto "Anonimo Meridionale A"
Il testo presenta molte affinità con il Liber de Coquina e con il Libro della Cocina. I tre libri compongono la famiglia di ricettari cosiddetta "meridionale".
Di Anonimo meridionale A rimane solo un frammento (il numero delle ricette elencate nell'indice non corrisponde a quello effettivamente contenuto nel testo). Secondo Boström il manoscritto "sembra appartenere alla prima metà del secolo XV". Il testo contiene una prima ricetta in latino, contenuta anche nel Liber; le rimanenti ricette "sono in volgare con evidenti meridionalismi (napoletani)"(Rebora).
Secondo Laurioux questa volgarizzazione di Liber attinge "al modello seguito anche da una versione latina realizzata probabilmente al monastero di Sankt Florian in Austria (Sankt Florian, Augustiner-Chorherrenstift Stiftsbibliothek, XI. 100). Anche questo modello deriva da un manoscritto perduto, al quale si ispirò negli anni Trenta del XV secolo un medico d'Assisi: costui ci ha lasciato solo l'iniziale del suo nome (si tratta del ms. 319 della Bibliotheque Municipale di Châlons-sur-Marne (cfr. scheda). (B. Laurioux, I libri di cucina italiani alla fine del medioevo: un nuovo bilancio, Olschki, Firenze 1996, p. 38-39).
La consolidata interpretazione che fa risalire la famiglia di fonti all'ambito di produzione angioino è stata recentemente messa in discussione da Martellotti la quale, in base a considerazioni sia di lingua che di contenuto, propone di retrodatare il testo alla Sicilia di età sveva.

B)cc. 15v - 24v
Cosiddetto "Anonimo Meridionale B"
Si tratta di un frammento accomunato ai testi della cosiddetta famiglia "toscana" o dei "dodici ghiotti". Il testo contiene molte ricette simili a quelle del gruppo toscano che si possono certamente ritenere derivate da fonti toscane, sebbene qui non sia presente l'indicazione del numero dei convitati, che caratterizza questa famiglia di libri di cucina - la grande maggioranza delle ricette contenute negli altri testi della tradizione toscana è infatti destinata a gruppi ben definiti di convitati - e sebbene il testo presenti dei meridionalismi linguistici.
Secondo Rebora, la presenza in particolare di alcune ricette rivela la derivazione del testo dalla stessa fonte cui hanno attinto i compilatori dei due quaderni della Biblioteca Victor de Cessole di Nizza e il redattore del frammento edito da O. Guerrini, sebbene "Anonimo Meridionale B" possieda una "relativa minore antichità"(Rebora) rispetto a questi ultimi.
Il testo è abbinato al frammento di "Anonimo Meridionale A" (v. sopra), appartenente alla famiglia meridionale. L'abbinamento delle due trattazioni sembra individuare l'esistenza di almeno due scuole: la destinazione dei due ricettari è differente (aristocratica la meridionale, "borghese" la toscana) e differenti sono le caratteristiche dei contenuti (Rebora).
Secondo Rebora "le ultime nove ricette appartengono ad un insieme che suggerisce la presenza di un ricettario del tutto diverso dagli altri nella concezione, nella destinazione e nella lettera; ed i titoli ricordano imprestiti arabi".

SCHEDA CATALOGRAFICA

DATAZIONE E ORIGINE :
A)Prima metà del sec. XV (BOSTROM E REPERTOIRE)
B)Fine XIV-inizio XV sec. (REPERTOIRE)

MATERIA - CARTE - DIMENSIONI - DECORAZIONI - LEGATURA - RACCOGLITORE:
Membranaceo ; cc. II, 24 ; mm. 218 x 152 ; legatura coeva al codice in pelle, con borchie metalliche; iniziali calligrafiche alternate rosse e blu.

COPISTI ED ALTRI ARTEFICI
Gotica libraria di mano della prima metà del sec. XV; ai margini, annotazioni di altra mano coeva.

OSSERVAZIONI:
Sulla controguardia anteriore, "Antichissimo e singolare codice intorno l'arte della cucina", di mano del sec. XVIII ad inchiostro bruno ; alle cc. I e II, frammento di un martirologio latino di mano del sec. XIV, "probationes pennae" di mani del sec. XV e numerose note di propietà .

DESCRIZIONE INTERNA:
cc. 1r - 3r: [Indice delle ricette]

cc. 3r - 15v: Antichissimo e singolare codice intorno l'arte della cucina [Titolo attribuito da fonte non a stampa]
Inc.: Ad faciendam turtam parmiscianam accipe pullos bene depilatos
Exp.: … spica pista in el vino

cc. 15v - 24v: Liber quoquine
Inc.: Quisto libro à quatro parti. In prima parte parlamo de apparecchiare carne de vaccha
Exp.: … quando tu menestri puni delle dicte spetie in le scudelle.
EdizioneEDIZIONE:
A) Boström I., Anonimo meridionale, Due libri di cucina, Almqvist & Wiksell, Stoccolma 1985, Libro "A",pp.1-31

B) Boström I., Anonimo meridionale, Due libri di cucina, cit., "Libro B", pp.32-48
BibliografiaBIBLIOGRAFIA:
A)
-Benporat C., Feste e banchetti. Convivialità italiana fra tre e quattrocento, Olschki, Firenze 2001, pp. 39-54.
-Benporat C., Storia della gastronomia italiana, Mursia, Milano 1990, pp. 26-29.
-Boström I., Anonimo meridionale, Due libri di cucina, Almqvist & Wiksell, Stoccolma 1985, pp. 49-130.
-Capatti A.-Montanari M., La cucina italiana. Storia di una cultura, Laterza, Roma-Bari 1999, p. 206.
-Et coquatur ponendo. Cultura della cucina e della tavola in Europa tra medioevo ed età moderna, Istituto Nazionale di Storia Economica "F. Datini", Prato 1996, p. 272.
-Faccioli E. (a cura di), L'arte della cucina in Italia, Einaudi, Torino 1987, pp. XI-XII, 99-117. [con riproduzione antologica dell'ed. Böstrom]
-Grieco A. J., From the cookbook to the table: a florentine table and italian recipes of the fourteenth and fifteenth centuries, in Lambert C. (a cura di), Du manuscrit à la table: essais sur la cuisine au Moyen Âge et répertoire des manuscrits medievaux contenant des recettes culinaires, Montréal, Presses de l'Université de Montréal, Paris, Champion-Slatkine 1992. pp. 32-38.
-Laurioux B., I libri di cucina italiani alla fine del medioevo: un nuovo bilancio, Olschki, Firenze 1996, pp. 38, 54-58.
-Laurioux B., Le règne de Taillevent. Livres et pratiques culinaires à la fin du Moyen Âge, Publications de la Sorbonne, Paris 1997, p. 211.
-Laurioux B., Les livres de cuisine médiévaux, (Typologie des sources du Moyen Âge Occidental), fasc. 77, Brepols, Turnhout 1997.
-Lubello S., I ricettari di cucina italiani dei secoli XIV-XVI, in Saperi e sapori mediterranei. La cultura dell'alimentazione e i suoi riflessi linguistici, Atti del Convegno Internazionale, Napoli 13-16 ottobre 1999, Napoli 2002, p. 1145.
-Martellotti A., Cucina, in Enciclopedia Federiciana, (in corso di stampa).
-Rebora G., La cucina medievale italiana tra oriente ed occidente, Università di Genova, "Quaderni di storia economica", 3, Genova 1996, pp. 7-11, 22-24.
-Répertoire des manuscrits médiévaux contenant des recettes culinaires, a cura di C.B.Hieatt, C.Lambert, B.Laurioux e A.Prentki, in: Lambert C. (a cura di), Du manuscrit à la table: essais sur la cuisine au Moyen Âge et répertoire des manuscrits medievaux contenant des recettes culinaires, Montréal, Presses de l'Université de Montréal, Paris, Champion-Slatkine 1992, scheda n. 64 [Londra, Segal Collection (precedente collocazione del manoscritto)], p. 340.
-Roversi G., Sapori del medioevo. Ricette e civiltà della tavola nel '300 in due opere di Olindo Guerrini, Atesa, Bologna 2000, pp. 25-27.

B)
-Benporat C., Feste e banchetti. Convivialità italiana fra tre e quattrocento, Olschki, Firenze 2001, pp. 39-54.
-Benporat C., Storia della gastronomia italiana, Mursia, Milano 1990, pp. 26-29.
-Bertolini L., Problemi testuali dei libri di cucina: l'organizzazione del testo nella tradizione dei 'XII ghiotti', in "Bullettino senese di storia patria", (1993 ma 1995), p. 48.
-Boström I., Anonimo meridionale, Due libri di cucina, Almqvist & Wiksell, Stoccolma 1985, pp. 49-130.
-Faccioli E. (a cura di), L'arte della cucina in Italia, Einaudi, Torino 1987, pp. XI-XII, 99-117 [con riproduzione antologica dell'edizione Böstrom]
-Grieco A. J., From the cookbook to the table: a florentine table and italian recipes of the fourteenth and fifteenth centuries, in Lambert C. (a cura di), Du manuscrit à la table: essais sur la cuisine au Moyen Âge et répertoire des manuscrits medievaux contenant des recettes culinaires, Montréal, Presses de l'Université de Montréal, Paris, Champion-Slatkine 1992, pp. 32-38.
-Laurioux B., I libri di cucina italiani alla fine del medioevo: un nuovo bilancio, Olschki, Firenze 1996, p. 41, 54-58.
-Laurioux B., La tradizione dei XII ghiotti, in Et coquatur ponendo. Cultura della cucina e della tavola in Europa tra medioevo ed età moderna, Istituto Nazionale di Storia Economica "F. Datini", Prato 1996, pp. 268-270 e p. 272.
-Laurioux B., Le règne de Taillevent. Livres et pratiques culinaires à la fin du Moyen Âge, Publications de la Sorbonne, Paris 1997, p. 212.
-Laurioux B., Les livres de cuisine médiévaux, (Typologie des sources du Moyen Âge Occidental), fasc. 77, Brepols, Turnhout 1997.
-Rebora G., La cucina medievale italiana tra oriente ed occidente, Università di Genova, "Quaderni di storia economica", 3, Genova 1996, pp. 7-11, 31-37, 48-52.
-Répertoire des manuscrits médiévaux contenant des recettes culinaires, a cura di C.B.Hieatt, C.Lambert, B.Laurioux e A.Prentki, in: Lambert C. (a cura di), Du manuscrit à la table: essais sur la cuisine au Moyen Âge et répertoire des manuscrits medievaux contenant des recettes culinaires, Montréal, Presses de l'Université de Montréal, Paris, Champion-Slatkine 1992, scheda n.64 [London, Segal Collection: precedente collocazione del manoscritto], p.340.
-Roversi G., Sapori del medioevo. Ricette e civiltà della tavola nel '300 in due opere di Olindo Guerrini, Atesa, Bologna 2000, pp. 25-27.