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Nel nome di Pellegrino Artusi a Forlimpopoli Una settimana all’insegna della cucina domestica e delle tradizioni del nostro paese. Dal 20 al 29 giugno Forlimpopoli ospiterà la dodicesima edizione della Festa Artusiana, momento dedicato alla memoria del gastronomo Pellegrino Artusi, che proprio nella cittadina romagnola nacque nel 1820. Autore del celebre La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, raccolta di ricette della cucina tradizionale italiana, Artusi fu uno dei primi a conferire dignità e unità alla ricca varietà di tradizioni regionali, creando e divulgando un nuovo modello di cucina nazionale. Quello che rende ancora più importante questa edizione del Festival è il primo compleanno di Casa Artusi, il centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana, voluto e realizzato dal Comune di Forlimpopoli con la partecipazione di studiosi e appassionati. Inaugurato proprio un anno fa, durante la Festa Artusiana, il centro sarà infatti sede di tutti i convegni e i momenti più importanti della manifestazione. A Casa Artusi si parlerà di prodotti d’eccellenza come il nocino e i funghi, della cucina ligure di Ferrer Manuelli, delle donne del vino e della rappresentazione del cibo nell’arte.
Per l’occasione, la Scuola di Cucina di Casa Artusi proporrà una serie di incontri didattici e degustazioni per approfondire la conoscenza della cucina domestica italiana focalizzandosi, quest’anno, sulle relazioni e le contaminazioni tra quella emiliana e quella toscana. Casa Artusi è sede, inoltre, della Biblioteca Civica di Forlimpopoli, nata proprio dalla volontà testamentaria di Pellegrino Artusi, e diventata un importante polo della cultura gastronomica. La Biblioteca, che nei giorni della Festa rimarrà aperta dalle 16.30 alle 23, comprende la Collezione Artusiana e una collezione storica e moderna di libri, riviste e documenti multimediali di argomento gastronomico.
Ma la Festa Artusiana non sarà solo un momento per celebrare la figura del noto gastronomo e le tradizioni culinarie nostrane; sarà anche, e soprattutto, un momento per riflettere su una nuova consapevolezza nei consumi alimentari e sulle possibilità offerte da un’agricoltura sostenibile. Il rapporto tra agricoltura e gastronomia è infatti il tema principale di questa dodicesima edizione: come coniugare uno sviluppo sostenibile con una gastronomia di qualità? A questa domanda cercheranno di rispondere studiosi ed esperti del settore, primo fra tutti Wendell Berry, poeta e saggista che dopo una carriera universitaria alla Stanford University e alla New York University ha deciso di dedicare la sua vita al lavoro in una piccola fattoria. A lui verrà assegnato, il 28 giugno, il Premio Artusi 2008, dedicato ogni anno a chi si distingue per il contributo dato alla riflessione sui rapporti fra uomo e cibo. Altro premio che viene assegnato ogni anni durante la Festa è il Premio Marietta, dedicato alla storica collaboratrice e ispiratrice di Pellegrino Artusi e assegnato ogni anno a chi, uomo o donna, si dedichi nell’ambito domestico alla cucina e all’arte di mangiar bene. I finalisti selezionati dalla giuria, prepareranno un piatto che faccia riferimento alla cucina regionale e alla filosofia di Pellegrino Artusi e il vincitore verrà premiato nella serata del 22 giugno. Accanto ai “dilettanti” che si contendono il riconoscimento, dal 2005 la Festa Artesiana ha deciso di conferire anche due “Mariette ad honorem”, che quest’anno andranno a Carla Zetti, titolare de La Vecchia Bettola e della Tripperia Nerbone di Firenze e a Piero Meldini, scrittore e studioso da sempre interessato alla storia dell’alimentazione e della cucina.
Forlimpopoli si trasformerà dunque per 9 giorni in una “cittadina del gusto”, dove si susseguiranno più di 150 laboratori e degustazioni, spettacoli teatrali e musicali, incontri culturali, mostre d’arte ed esposizioni di artigianato artistico.
Per informazioni: www.festartusiana.it www.casartusi.it
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Il consumo dei prodotti agroalimentari tra memoria e responsabilità Alcune riflessioni sul fenomeno in crescente evidenza dell'uso di grafica e stilemi del passato nel packaging dei prodotti di largo consumo, alimentari e non solo - come uno dei tasselli di più ampie campagne di comunicazione, incentrate sul motivo della memoria, della nostalgia e del “buono” di altri tempi.
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