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Cibi e Sapori nelle Marche antiche
Promossa dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche all’interno della rassegna nazionale “Cibi e Sapori nell’Italia antica”, la mostra vuole evidenziare come, nel corso della storia umana, il cibo si sia trasformato da bisogno primario ed indistinto, in elemento caratterizzante delle capacità economiche, del ruolo e del rango degli uomini. A tale scopo nel percorso espositivo si aprono finestre relative a varie epoche del mondo antico nel territorio delle Marche attuali, dalla più remota preistoria fino alle soglie dell'età moderna, il tutto organizzato in 5 diverse sezioni: la Pre-Protostoria dalla sopravvivenza all'organizzazione delle risorse; la Civiltà Picena: "cibo e sapori" come veicolo di cultura e simbolo di rango; i Celti nelle Marche: grandi guerrieri, gagliardi mangiatori e bevitori; il mondo Romano, tanto vicino a noi: somilgialnze e differenze lusso e vita quotidiana; Medioevo e Rinascimento: quel che non raccontano le cronache.
L' esposizione si articola con una serie di rinvenimenti spesso recentissimi ed inediti a cui è affiancata, quando possibile, una scelta significativa di manufatti attinenti all'argomento proposto: vi sono così asce, macine e punte di frecce, vasellame da banchetto, alari e coltelli, anfore, vetri e pezzi in argento, e resti faunistici e vegetali (per lo più avanzi di pasto ed offerte rituali) che esplicitano in modo più tangibile le abitudini alimentari del passato.
Uno dei pezzi più curiosi e rari esposti è il glirarium, ossia un grande vaso di terracotta destinato all'allevamento, a scopo mangereccio, dei ghiri considerati dai Romani una vera leccornia ed un prodotto di lusso.
Per informazioni: Museo Archeologico Statale di Arcevia tel. 0731 9622 Ufficio Turistico del Comune di Arcevia tel. 0731 984561
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Il consumo dei prodotti agroalimentari tra memoria e responsabilità Alcune riflessioni sul fenomeno in crescente evidenza dell'uso di grafica e stilemi del passato nel packaging dei prodotti di largo consumo, alimentari e non solo - come uno dei tasselli di più ampie campagne di comunicazione, incentrate sul motivo della memoria, della nostalgia e del “buono” di altri tempi.
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