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Baccanale 2008.
Bello da mangiare. A Imola e dintorni dall'8 al 23 novembre.

L'annuale appuntamento con Bacco e suoi convitati a Imola nel 2008 è dedicato al bello, inteso non come il personaggio da balera di gucciniana memoria ma come il prodotto del miracolo della bellezza che accompagna da sempre l'avventuroso viaggio del cibo dalla terra alla tavola.

Le parole migliori per spiegare il senso di questa manifestazione che con convegni, spettacoli, degustazioni è diventata uno degli appuntamenti più interessanti in Emilia-Romagna sono come al solito quelle di Massimo Montanari.

Il"bello" di cui vogliamo occuparci in questo Baccanale è un "bello" a tutto campo, che non intende affatto ridurre il cibo a oggetto visuale, concentrarsi sugli aspetti formali della tavola e del mangiare. Il "bello" lo pensiamo come esperienza globale, che comprende il rispetto per l'ambiente, l'attenzione ai luoghi e ai tempi in cui il cibo nasce, la gratitudine per tutti quelli che lavorano a garantirci il cibo. E ancora la cura del dettaglio, l'armonia del gesto, la sincerità dei rapporti che ci uniscono attorno a una tavola. Tutto ciò è bello, e non è un bello accessorio, ma necessario. Un bello che può nascere nella semplicità del desinare quotidiano e non deve necessariamente essere consegnato all'artista di grido o al food designer. Il "bello" di cui parliamo è anche quello di un frutto appena raccolto, è anche il bello della salute, il bello della condivisione, il bello dell'onestà.

Il bello non è un privilegio per pochi. Il bello è un'esigenza primaria dell'individuo e della società. Il bello è naturale, ma bisogna coltivarlo, dunque è anche cultura. Il bello rende le cose più accettabili, più piacevoli, più buone. I filosofi dell'antica Grecia pensavano che il corpo e lo spirito sono in fondo la stessa cosa, e che un uomo veramente bello non può non essere veramente buono: perciò avevano coniato l'espressione "kalòs kài agathòs" che significa "bello e buono" e va intesa come un'endiadi: un solo concetto che ne comprende due.

Così è del cibo: per essere veramente buono, deve essere veramente bello. Non solo il cibo ricco o delle grandi occasioni, ma anche quello povero, comune, quotidiano. Di bellezza c'è bisogno ogni giorno.



Info

www.baccanaleimola.it

Il consumo dei prodotti agroalimentari tra memoria e responsabilità

Alcune riflessioni sul fenomeno in crescente evidenza dell'uso di grafica e stilemi del passato nel packaging dei prodotti di largo consumo, alimentari e non solo - come uno dei tasselli di più ampie campagne di comunicazione, incentrate sul motivo della memoria, della nostalgia e del “buono” di altri tempi.