Contatti | Crediti | RSS | SiteMap | Cerca |
  Home > I Quaderni > Invito al viaggio > Il prodotto, il luogo > Archivio

In evidenza


Entra nella
nostra community





Storia e cultura dello spumante italiano
Il percorso delle bollicine italiane dalla Francia all'Astigiano

Vino spumante è, secondo la normativa CEE, "il prodotto ottenuto dalla prima o dalla seconda fermentazione di uva fresca, di mosto, di vino da tavola o di vino di qualità prodotto in regioni determinate, caratterizzato, alla stappatura del recipiente, da uno sviluppo di anidride carbonica, proveniente esclusivamente dalla fermentazione […]". L'industria spumantistica moderna compie i suoi primi passi in Piemonte e in Veneto nella seconda metà del XIX secolo, utilizzando le tecniche e tecnologie produttive francesi già consolidate nella fabbricazione dello champagne dalla fine del XVII secolo.

Andando a ritroso nel tempo, i primi riferimenti allo spumante si trovano nel Libro dei Salmi, raccolta di inni e canti dell’Antico Testamento, in cui il Creatore viene rappresentato con in mano una coppa ipoteticamente piena di spumante. Una seconda traccia si trova nell’Iliade di Omero, dove, nella descrizione dello scudo di Achille, è presente la raffigurazione di contadini che si rifocillano con un “nappo spumante di dolcissimo bacco”. Giungendo all'epoca romana, numerosi sono i testi in cui compaiono, per la descrizione di vini frizzanti, termini come saliens, titillans, spumans, spumescens. Tra questi vini con le bollicine particolare successo riscuotevano quelli denominati aigleucos e acinatici, i primi erano ottenuti ponendo il mosto, ricco in sostanze zuccherine, in anfore rese impermeabili con pece e successivamente calate in acque fredde; i secondi erano prodotti con tecnologia non diversa da quella appena descritta, ma il mosto era ottenuto da uve appassite.

Nel Medioevo la produzione dei vini frizzanti proseguì all’interno di monasteri ed abbazie, mentre nel Rinascimento si iniziò a utilizzare il termine ispumante per definire con precisione il vino con le bollicine. Il punto di svolta nella tecnologia produttiva si ebbe con l’introduzione di recipienti capaci di mantenere l’alta pressione, le bottiglie di vetro con il tappo di sughero. Grazie a questo prezioso binomio, sul finire del XVII secolo un frate benedettino di nome Dom Pierre Perignon perfezionò la tecnica enologica denominata metodo champenois, che qualche tempo più tardi ha reso celebre lo champagne francese.
L’Italia vanta una tradizione notevole in questo specifico campo, grazie all’opera di Francesco Martinotti, direttore della Regia stazione enologica di Asti, che sul finire dell’Ottocento inventò un nuovo metodo di produzione dei vini spumanti, in cui la rifermentazione avveniva in grandi recipienti detti autoclavi. Questo sistema fu successivamente modificato e portato al successo dall’ingegnere francese Eugene Charmat, che diede così il nome al metodo stesso.
 
Le regioni italiane in cui la produzione di spumante ha una forte tradizione ed elevati risultati qualitativi sono il Trentino, la Lombardia con l'Oltrepò Pavese e il Piemonte con lo spumante di uve moscato nell'Astigiano.
 
La zona dell'Astigiano - che ha per epicentro Canelli - offre condizioni climatiche e geologiche  ideali per la coltivazione delle uve di Moscato Comune o Bianco. Il nome di Canelli è legato in modo indissolubile alla cultura del vino, che caratterizza profondamente il paesaggio, la società, le tradizioni dell’intero territorio. L'area di produzione, delimitata ufficialmente fin dal 1932, comprende 52 Comuni delle province di Alessandria, Asti e Cuneo.    
 
Il comune di Canelli è sede di molte storiche aziende vinicole, tra cui spiccano i nomi di Gancia, Bosca, Tosti-Giovanni Bosca, Bocchino, Contratto, Coppo e molte altre: ditte in cui la tradizione è stata tramandata di padre in figlio, con una consapevolezza identitaria e culturale spesso tradottasi in investimenti culturali. Cantine storiche, collezioni aziendali, musei aziendali e pubblici costellano il territorio. Per citarne alcuni: il Museo diffuso della Civiltà Rurale Astesana, che è composto da 10 sedi dislocate in 9 paesi diversi: Agliano, Cassinasco, Castagnole Lanze, Costigliole d’Asti, Mombercelli, Montaldo Scarampi, Quaranti, Rocchetta Tanaro, Vinchio. Tra questi, i musei del circuito dedicati alla tradizione vitivinicola e gastronomica sono: il Museo "Le terre del Barbera" presso l’Istituto per le Ricerche sul Barbera ad Agliano, il museo “Il vino nel Lauretum” e il Museo Barbera: paesaggio e civiltà rurale di Costigliole d'Asti, il museo "La vite e il vino” di Mombercelli, il Museo Bersano delle Contadinerie e delle Stampe sul Vino a Nizza Monferrato, il museo “Le terre del Brachetto” di Quaranti ed infine, a Canelli, il Museo Bocchino e le acquisite Cantine storiche della Ditta Contratto.
 
Ad Asti il Consorzio per la tutela del Asti Spumante ha invece realizzato il Museo Casa dell'Asti, che ha sede nel palazzo Gastaldi al centro di Asti e conserva una ricca raccolta di strumenti per la spumantizzazione del Moscato, stampe antiche, fotografie e manifesti pubblicitari d’epoca delle ditte consorziate.
 
In ultimo, il Museo Gancia, realizzato a Canelli dalla famiglia proprietaria, espone la serie storica dei prodotti di Casa Gancia e la preziosa collezione di manifesti pubblicitari – oltre un centinaio di esemplari di maestri dell’illustrazione e della creatività pubblicitaria come Leonetto Cappiello, Eugenio Colmo detto Golia, Franz Marangolo, Armando Testa.
 
Un ultimo progetto da segnalare è il Mu.Vi.St.E.P di Canelli, Museo Virtuale della Storia dell'Enologia e dell'Enomeccanica Piemontese, che dovrebbe diventare un parco multimediale per la ricerca documentale connessa alla storia del vino e del gusto.
 
 
Indirizzi utili
 
Casa dell’Asti
Palazzo Gastaldi, piazza Roma 1 – 14100 Asti
Tel. 0141.594215 – Fax 0141.960950
E-mail: consorzio@astidocg.it
Sito: www.astidocg.it
Orari: visite su prenotazione
Ingresso: gratuito
 
 
F.lli Gancia & C. S.p.A.
Corso Libertà 66 - 14053 Canelli, Asti
Tel. 0141.8301 - Fax 0141.835341
Per prenotazioni: Tel 0141.830212 - Fax 0141.822026
E-mail: infogancia@gancia.it
Sito: www.gancia.it
Orari: tutti i giorni 9.00 - 12.30 e 15.00 - 18.30
Ingresso: gratuito su prenotazione
 

Il consumo dei prodotti agroalimentari tra memoria e responsabilità

Alcune riflessioni sul fenomeno in crescente evidenza dell'uso di grafica e stilemi del passato nel packaging dei prodotti di largo consumo, alimentari e non solo - come uno dei tasselli di più ampie campagne di comunicazione, incentrate sul motivo della memoria, della nostalgia e del “buono” di altri tempi.