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Museo del’olivo e dell’olio, Torgiano (PG)
Il territorio
Torgiano, antico porto fluviale, è un borgo medievale posto alla confluenza dei fiumi Tevere e Chiascio, in posizione equidistante tra Perugia e Assisi, al centro di un territorio ricco di suggestioni naturalistiche ed enogastronomiche, nonché di storia, arte e cultura. La sua economia è oggi largamente fondata su una viticoltura specializzata e all'avanguardia, che caratterizza largamente il paesaggio agricolo. A sottolineare la vocazione vinicola è l’inserimento di Torgiano nell’itinerario previsto dalla Strada dei Vini del Cantico, che coinvolge anche i comuni di Todi, Marsciano, Perugia, Bettona, Cannara, Spello, Assisi e Bastia Umbra. Da Todi, terra di Jacopone, compresa nella D.O.C. Colli Martani con le tipologie di vino Sangiovese Riserva e il rinomato Grechetto di Todi, si prosegue per la strada 337 e si giunge a Marsciano, dove Cabernet e Merlot sono i vitigni più diffusi. Questa è anche la terra di elezione della D.O.C. Colli Perugini, che valorizza i tipici vitigni umbri, quali Grechetto, Trebbiano e Sangiovese. Nel centro storico di Forgiano la Torre Baglioni è testimonianza dell’antica cinta muraria fortificata, al cui interno numerosi erano gli edifici religiosi, come la chiesa di S. Bartolomeo, edificata nel XVIII secolo sopra un’antica pieve medievale, la chiesa di S. Maria del Castello, la chiesa di S. Maria dell’Ulivello e l’Oratorio della Misericordia. All’interno della chiesa della Madonna dell'Uliveto si possono ammirare tele del XVI e XVII secolo, mentre l’Oratorio di S. Antonio propone affreschi del XVI secolo.
Il prodotto L’olivo è considerato l’albero-tipo del clima mediterraneo al punto che i limiti settentrionali e occidentali della coltura sono stati scelti dai fitografi per definire la "regione mediterranea". Le origini di quest’albero sono antichissime: tracce fossili dell’olivo spontaneo nella zona mediterranea risalgono a milioni di anni fa, prima cioè della comparsa dell’uomo. La valenza mitologica e sacra di tale pianta è un chiaro indicatore dell’importanza avuta dall’olivo nella storia della civiltà. In epoca storica la coltura, perfezionata dagli innesti, passò dal Nord dell’attuale Siria all’Egitto e alle isole greche, soprattutto Cipro, Rodi, Creta, per poi passare alla Grecia e all’Asia Minore. Gli Egizi lo consideravano un dono degli dei, gli Ebrei lo adoperavano per "ungere" il loro Re, Fenici e Greci costruivano apposite navi per il trasporto delle grandi anfore-contenitore. Pare che in Italia la cultura dell’olivo sia stata introdotta dai Greci, che la consideravano un dono della dea Atena. I Romani si specializzarono nell’immagazzinamento e distribuzione dell’olio e razionalizzarono la gestione delle grandi quantità ottenute dai popoli sottomessi. Gli ambiti d’uso dell’olio andavano dalla cosmesi, alla medicina e all’illuminazione, ma il suo posto d’onore fu presto in cucina, come testimonino i trattati di Apicus, uno dei primi gastronomi della storia, che già nel primo secolo d.C. rese l’olio onnipresente nelle sue ricette per conservare, condire, cuocere. Dopo un lungo periodo di declino, successivo alla caduta dell’impero romano, la coltura dell’olivo sopravvisse nel Medioevo all’interno dei monasteri e riacquistò un posto preminente nei commerci dal XII secolo in poi. In tempi a noi vicini, dagli anni Cinquanta del secolo scorso, ha avuto avvio l’espansione nel resto del mondo della cultura dell’olio, sostenuta dall’atteso riconoscimento delle sue ineguagliabili qualità nutritive. Le qualità di olive coltivate in Umbria sono la Dolce Aguglia, la Frantoio, la Leccino e la Moraiolo. La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell'olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata "Umbria", accompagnata dalla menzione geografica Colli Martano, comprende il territorio di Torgiano.
Il museo
Le ragioni
“La lunga consuetudine con l’olivo nell’ambito della vecchia azienda agraria, l’attenzione alle nuove tecniche e la consapevolezza del rilievo rivestito oggi dalla olivicoltura nel mondo intero sospinsero Giorgio [Lungarotti n.d.r.] a voler realizzare un secondo museo tematico”, scrive la signora Lungarotti nella guida al Museo dell’Olivo di Torgiano, edita nel 2001. Nel 2000, infatti, in continuità con il progetto culturale intrapreso nel 1974 con l’apertura al pubblico del Museo del Vino ad opera del vitivinicultore Giorgio Lungarotti e di sua moglie Maria Grazia, cultrice dell’arte, fu inaugurato il Museo dell’Olivo e dell’Olio. Oggi il Museo del Vino e il Museo dell'Olivo e dell'Olio appartengono entrambi alla Fondazione Lungarotti, che dal 1987, anno della sua costituzione, ad oggi, è divenuta una delle istituzioni culturali più qualificate dell’Umbria. Ancora dalla guida al museo si apprende che obiettivo prioritario è richiamare l’attenzione del visitatore attento al settore sull’espansione dell’olivicultura nel mondo e sulle sue potenzialità per la crescita economica dell’area mediterranea, in un continuo nesso tra la storia e il presente.

Gli oggetti
I protagonisti assoluti del museo sono la pianta dell’olio e il suo prodotto, i riferimenti al territorio sono marginali. Il Museo ha sede in un piccolo nucleo di abitazioni medievali che furono sede di un frantoio attivo fino a pochi decenni fa entro le mura di Torgiano. Il percorso museale si svolge su tre livelli, pianoterra, primo piano e mansarda ed è articolato in dieci sale. Al pianoterra si trovano le sale I-IV, in cui sono illustrati Il processo di domesticazione della pianta, Le caratteristiche biologiche e morfologiche della pianta, Il ciclo vegetativo e riproduttivo annuale, Le cultivar, Le tecniche di allevamento, La coltivazione e La produzione dell’olio. Al primo piano si trovano le sale V-IX, dedicate ai temi L’olivo e il sacro, La produzione e il paesaggio, L’olio come fonte di luce, L’olivo e l’olio nella religione, nella medicina, nell’alimentazione, L’olio nello sport e nella cosmesi, La simbologia dell’olivo e dell’olio. Nella sala X è trattato il tema dell’olio come fonte di calore. La mansarda è dedicata alla presenza dell’olio nelle attività artigianali (L’olivo e l’olio nella meccanica, nella carpenteria, nell’ebanisteria, L’olio nella lavorazione delle pietre dure, l’olio nella ceroplastica, nella statuaria, nella fabbricazione del sapone e nella tessitura). L’intero percorso museale è illustrato da pannelli, note di approfondimento, didascalie, supporti tecnici, schemi, grafici e immagini. Nel bookshop sono in vendita volumi e oggetti di artigianato inerenti il tema.
Museo dell’Olivo e dell’Olio Via Garibaldi 10 06089 Torgiano Tel. e fax 0759880300 Fax 075 9880300 Email museoolio@lungarotti.it Sito Internet: www.lungarotti.it
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