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I primi d'Italia.
IX Festival internazionale dei primi piatti. 27-30 Settembre, Foligno (PG).


Quasi a voler esorcizzare la “crisi” del consumo di pasta (primo piatto per eccellenza, almeno da noi) e dopo la giornata di “sciopero” che tanto clamore ha suscitato anche oltre confine arriva, per il nono anno consecutivo, una manifestazione che celebra il primo piatto in tutte le sue forme e rappresentazioni.
Come leggiamo dal sito dedicato all’evento (in cui, oltre ovviamente a tutte le informazioni sulle 4 giornate di incontri, degustazioni, convegni, workshop e molto altro ancora, si possono trovare anche interessanti spunti storici) sembra non sia del tutto corretto cercare di trovare a tutti i costi un “inventore” (popolo o persona singola non importa) della pasta, perché di invenzione non si tratta, rivelandosi piuttosto come un normale sfruttamento di una materia prima diffusissima in molte parti del mondo, il grano. Quando si scoprì che frantumandone i chicchi se ne ricavava la farina, si fece il passo successivo, cioè la si lavorò negli impasti, che cotti sulle pietre (e molti pani tradizionali, o dolci ad esempio, ancora vengono cotti così) diventavano sottili focacce. Dalla cottura alla bollitura in acqua il passo è stato breve: le più antiche testimonianze su formati di pasta cotti in acqua risalgono infatti a 3000 anni a.C. Famosi a questo proposito i rilievi in stucco della Grotta Bella (Cerveteri, Roma), tomba etrusca del IV sec. a.C., che riproducono l’interno di una casa: ai due pilastri centrali sono appesi, tra l’altro, la spianatoia, il matterello, la rotella dentata e altri attrezzi tipici della lavorazione artigianale della pasta. Dunque la pasta è cibo antichissimo, la cui produzione e consumo sono naturali conseguenze dell’evoluzione della civiltà dei popoli.
Ma non di sola pasta vive il primo piatto: rimandiamo sempre alla sezione del sito sulle notizie storiche (“In primo piano”) per approfondire la conoscenza del riso, degli gnocchi, delle zuppe, delle minestre e della polenta.
La manifestazione è molto articolata, tra convegni tecnici, aperture al pubblico (degustazioni e lezioni di cucina), attenzione ai temi dell’educazione alimentare dei più piccoli: a loro è riservata la sezione “I primi d’Italia junior”.
Uno spazio apposito è poi dedicato agli eventi speciali, che tracciano percorsi d’incontro e compenetrazione tra cibo ed arte: cinema, la galleria dei formati speciali dove si esprimono la fantasia e la creatività dei pastifici italiani, le sculture di pasta, solo per citarne alcuni.
Completa il programma l’area dello spettacolo, dove segnaliamo l’originale “Food Fashion”, serie di sfilate di abiti fatti di pasta creati da giovani stilisti.
La partecipazione ad alcuni eventi come corsi, laboratori o degustazioni è a pagamento, mentre tutta l’area intrattenimento è ad ingresso libero.

www.iprimiditalia.it

Il consumo dei prodotti agroalimentari tra memoria e responsabilità

Alcune riflessioni sul fenomeno in crescente evidenza dell'uso di grafica e stilemi del passato nel packaging dei prodotti di largo consumo, alimentari e non solo - come uno dei tasselli di più ampie campagne di comunicazione, incentrate sul motivo della memoria, della nostalgia e del “buono” di altri tempi.