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Foodscapes and Newrurality Il recupero delle biodiversità alimentari nella salvaguadia delle culture locali All'interno delle celebrazioni dell'anno mondiale della biodiversità, il 16 novembre si svolgerà a Roma, presso l'Università degli Studi Tor Vergata, il convegno interdisciplinare di studi Foodscapes and Newrurality con lo scopo di discutere e riflettere in modo trasversale sul tema della biodiversità alimentare.
Organizzato dall'Università di Tor Vergata, insieme a FAO, Bioversity International, Società Geografica Italiana, Fondazione Bioparco di Roma, il convegno analizzerà temi nutrizionali, culturali, ecologici, geografici, etnobotanici legati alla salvaguardia della biodiversità alimentare nel mondo.
Affrontare il discorso della biodiversità alimentare implica infatti la presa in esame di molteplici fattori tra loro interconnessi che spaziano dalla valorizzazione delle radici socio-identitarie delle comunità locali al bisogno di conservazione dell’ambiente e delle sue risorse naturali; dal recupero delle specie vegetali, agronomiche e animali in via di estinzione, alla salvaguardia di esperienze gustative relegate ai margini dell’esperienza quotidiana. È un discorso che sollecita letture di tipo trasversale che conducono a svariate chiavi interpretative e sfaccettature di signifi cato. Parlare di biodiversità se da una parte implica conoscere il modo in cui le popolazioni locali mantengono vivo l’uso di varietà alimentari ritenute minori, sottoutilizzate o prive di un sostanziale valore nutrizionale ed economico, dall’altra significa immaginarne una loro concreta possibilità di ricollocazione nelle diete e nelle pratiche diffuse di mercato. Se da una parte significa assecondare il recupero sulle tavole di prodotti ad elevata compatibilità ecologica dall’altra vuol dire mobilitare gli sforzi della comunità nazionale ed internazionale verso la conservazione del patrimonio genetico a più forte rischio di estinzione (vedi le 1700 banche del germoplasma fino ad ora create).
Se da una parte significa perseguire strategie di sviluppo integrato dei sistemi agricoli locali, dall’altra vuol dire incentivare le politiche di reintegro delle aree più arretrate e periferiche dell’ecumene. Se da una parte, inoltre, significa attuare il recupero di saperi gastronomici fortemente territorializzati e culturalmente non omologati, dall’altra vuol dire riscoprire anche gli usi funzionali e “nutraceutici” di molti elementi della biodiversità alimentare tramandati dall’empirismo e dalla tradizione orale. Non ultimi quelli che compongono la cosiddetta “dieta mediterranea”, i cui indici di qualità nutrizionale possono diventare un elemento dinamico per una cultura gastronomica che rifiuta di essere dimenticata o retrocessa al rango di relitto folklorico.
Questi ed altri importanti nuclei tematici costituiranno gli ambiti di rifl essione di un convegno che mira a promuovere la consapevolezza del valore multi-dimensionale della biodiversità e l’esigenza di un approccio scientifico di tipo interdisciplinare che ne rifl etta la complessità di contenuti.

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Il consumo dei prodotti agroalimentari tra memoria e responsabilità Alcune riflessioni sul fenomeno in crescente evidenza dell'uso di grafica e stilemi del passato nel packaging dei prodotti di largo consumo, alimentari e non solo - come uno dei tasselli di più ampie campagne di comunicazione, incentrate sul motivo della memoria, della nostalgia e del “buono” di altri tempi.
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